Il 25 novembre ricorrerà la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Un giorno importante per ricordare e attirare l'attenzione su un problema della nostra società, spesso troppo sottovalutato, troppo nascosto, o in genere invisibile agli occhi di chi preferisce vedere di meglio.
Voglio dare il mio contributo, pubblicando una campagna di comunicazione che è l'emblema di quello che succede nella nostra società ancora oggi.
Un anno fa questa pubblicità non ha avuto voce.
Censurata, a causa dell'ipocrisia che governa l'ambiente pubblicitario. Un'altra violenza sulle donne.
Ma fortunatamente il web parla e l'immagine ha avuto comunque copertura.
Poi, pensate ad un caso opposto. A dire il vero si tratta di un ambito sociale molto più ampio, ma comunque di un caso che si è basato sulla diffusione di immagini della violenza più estrema su una donna. Un caso che ha ha fatto il giro del mondo grazie a YouTube e il passaparola di Twitter, Friendfeed, Facebook e centinaia di blog. Qualcuno ha cliccato su hide, nascondi. Ma ne ha parlato. E tutto è nato da un video girato con un cellulare e poi finito su YouTube. Un fenomeno che potremmo volgarmente definire virale (qui ne trovate un buon riassunto).
Mi riferisco a Neda.
Perché unisco questi due casi? Perché ci insegnano che proprio ciò che viene solitamente allontanato dalla vista, nascosto perché fastidioso, può dare un grande contributo nella sensibilizzazione delle persone sul tema. Grazie al web sociale, alla conversazione, alla voglia di discuterne. Grazie alla rottura di una convenzione: mostare quello che altrimenti verrebbe nascosto, e farne oggetto di passaparola.
Insomma un memo sull'importanza del passaparola per chi come noi, è spesso davanti al parto di campagne sociali. Per incoraggiare ad agire. In questo caso, per comunicare alle donne di non arrendersi.
Vi lascio con qualche altra immagine che abbiamo visto circolare negli ultimi tempi. Diversi modi per sensibilizzare sulla violenza sulle donne. E un video virale di qualche tempo fa che è rimasto nella mia memoria.
Chi beve troppo va in bagno. Chi va in bagno può chiedersi se è in grado di guidare senza ammazzarsi. Rendendosene conto attraverso la sua pipì.
E' successo quest'estate in Romania, nei bagni maschili dei pub di Bucharest. Un ambient sociale "interattivo" realizzato dall'agenzia Mercury 360 per la polizia locale.
Ecco il primo sticker interattivo: se vuoi aiutare il pianeta, "clicca" sì.
Un'azione realizzata negli uffici e nelle scuole da Zoopropaganda Basil per SOSrainforests.com.
Un piccolo budget, un'idea da passaparola e l'obiettivo di sensibilizzare le persone sull'importanza di salvare energia e contribuire a limitare gli effetti del global warming.
Would you like to save energy and help to decrease the effects of global warming?