Se il nuovo video di Dove potrà servire a questo, sarà il vero risultato di cui vantarsi. Perché significherà che il virus ha parlato al cuore. Lo spoof di Dove Onslaught è stato infatti da poco disseminato con l'obiettivo di sensibilizzare le persone sulla difesa dei diritti dell'infanzia e raccogliere regali per i bambini del Perù, Costa D'Avorio e Zimbabwe.
Creative Director: Daniele Montemale
Video Director: Gaetano Crivaro
Toy Graphic Design: big chief Design
Seeding: Daniele Montemale
Site design: cartaematita
Released: November 2007
Il viral è stato realizzato nell'ambito di Superegali, la campagna di fund raising ideata per Terre des Hommes, organizzazione non governativa attiva e conversatrice (qui il blog). Oltre al video che promuove il sito per la raccolta fondi, c'è un music contest sulla pagina MySpace di Terre des Hommes che ha intenzione di coinvolgere chi vuol suonare per il sociale.
Ma non è finita. C'è lei. La mascotte protagonista della campagna, quella che da oggi è anche sulla mia scrivania.
Superhero è il paper toy progettato dalla design agency Big chief che può essere scaricato dal sito superegali.org, stampato e montato da chiunque. Il Super Eroe "trova il suo habitat naturale sulla scrivania dell'ufficio, sul bancone di un negozio o in casa, ma può anche essere appeso all'albero di Natale come decorazione".
Una volta scaricato il Super Eroe, potete tenerlo con voi e farlo vedere ad amici e colleghi. Ma visto che amate il passaparola e che questa è una buona causa, vi invito a far notare ancora di più la sua presenza, scattando delle foto o dei video che vi ritraggono con lui, e poi utilizzando (l'altrimenti inutile) Facebook per fare la vostra parte. Qui trovate il gruppo di Superhero TDH.
Chiudo il post con i complimenti al team che ha realizzato la campagna, ancora più meritevole di lode perché guidato esclusivamente dalla passione. E riportando una frase letta sul blog di TDH, che spero possa fungere da motore di una, dieci, cento, mille azioni da veri Supereroi:
Non è mai troppo tardi per vivere un’infanzia felice
R. Bach

Se, ultimamente, avete seguito un po' di reazioni della blogosfera italiana (tra i blog, mini e napolux), saprete già cosa c'è in questa scatola verde e perché ve ne sto parlando.
Se siete allo scuro di queste conversazioni, questo è l'inizio del vostro rapporto - profondo o superficiale che sia - con una vecchia marca di caramelle che vuole rinascere grazie al passaparola: Valda, le pastiglie gommose balsamiche per la gola.
Primo step
La campagna è stata avviata tramite un mailing decisamente apprezzabile: un invito esclusivo e gratificante, rivolto a blogger selezionati, a fornire i propri dati per ricevere a casa il prodotto.
Per la prima volta da quando esisto come blogger, pur essendo tutto consapevole - dalla presenza di un'azienda che vuol spingerti a parlare di un suo prodotto, all'enigma sul feedback di un blogger che potrà parlare "bene o male" dello stesso - tutto risulta trasparente. L'approccio utilizzato ha infatti in sé molti elementi innovativi, che rendono la prima mail di contatto sincera e, soprattutto, non ridicola e irritante (dico "soprattutto", perché l'approccio-tipo è "ciao che ne pensi di questo video?...")
Secondo step
Dopo aver informato il blogger sulla tracciabilità del prodotto (cresce l'attesa), eccolo arrivare a casa. Con questa lettera:

Questo, finalmente, il contenuto della scatola, il Welcome Kit di Valda.


Terzo step
Blogger generated communication: passaparola in rete.
Tutto è supportato dal sito www.valda.it, con l'immagine storica, un po' retrò, della caramella verde, info di prodotto, video, giochi e concorsi. Neppure il sito (ruffiano a fin di bene) dimentica gli "amici bloggers", dedicandogli un'apposita sezione.
Perché tutto questo? Perché, come già detto, si tratta della rinascita di un brand e il primo obiettivo, in questo caso, non è subito spingere all'acquisto, ma rimettere in circolazione il nome del prodotto. Farne parlare per iniziare un rapporto emotivo, e rendere il prodotto di nuovo "familiare".
E poi perché un blogger, solitamente, si prende la briga di scattare delle foto, ne parla ed è contento che altri apprendano una notizia tramite il proprio blog (tanto per continuare ad essere trasparenti).
Ora Valda è una mia amica. E Ogilvy, oltre ad avere un'altra bella case history, ha dato il via ad un rapporto maturo con la blogosfera. Ci sarà sempre da migliorarsi e trovare nuove strade per conversare in totale trasparenza (anche perché non si potranno inondare le case dei blogger - quelle degli altri, a me fa sempre piacere - di prodotti di ogni categoria merceologica). Ma la strategia di Valda fornisce validi insegnamenti.
Per chi non lo sapesse, poi, Ogilvy ha anche dato vita al Codice Etico di coinvolgimento dei blogger. Per noi (bloggers) saranno cose forse banali, ma va preso come un libretto di istruzioni. E come tale, lo darei volentieri ad ogni azienda che abbia il coraggio di voler cambiare e generare un passaparola consapevole.
Probabilmente avrete già visto questi video, non essendo nuovissimi. Ma ci tenevo a postarli perché si tratta di una campagna italiana (e il made in Italy su questo blog è raccomandato, nel bene e nel male). Perché ad essere coinvolto è un cliente che va menzionato per aver creduto in una comunicazione non tradizionale: la Valle D'Aosta. E perché sono stressata.
I video sono stati ideati da Saachi & Saatchi per generare buzz sul concorso My Stress Award, sito in filosofia user generated che coinvolge gli utenti e li incentiva a farsi portavoce del "brand", offrendo come premio una vacanza antistress in Valle D'Aosta.
Condivido pienamente queste opinioni, quindi non sarò ripetitiva. Aggiungo solo che il concept della campagna - la seconda valida di marketing territoriale alternativo dopo lo Zebra Crossing - lo trovo originale e molto chiaro.
Di contest creativi ce ne sono tanti in giro, ma questo ha i suoi perché. Perché è italiana. Perché è la Valle D'Aosta. E perché, in fondo, siamo tutti stressati. ;)










