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venerdì, 28 marzo 2008

Mira il dito



Mi piace questa idea. E' semplice, efficace e low cost.
Ed è italiana, della Arc Leo Burnett di Milano.
Creative Director: Michele Sechi
Art Director: Andrea Jaccarino
Copywriter: Emanuele Viora

Nel primo caso, l'adesivo chiede "are you satisfied?", e sul retro incentiva a cambiare assicurazione con un codice promozionale da utilizzare sul sito.

Il secondo adesivo, invece, invita alla prova con un cinico "what a pity."





Solo un'altra cosa.
Ma se la campagna è italiana, perché il messaggio è in inglese?

Via
postato da: Markettara alle ore 16:51 | link | commenti (17)
categorie: guerrilla marketing


Commenti
#1   28 Marzo 2008 - 17:55
 
dai markettara... vediamo se indovini...

l'agenzia è la stessa.

non è difficile.

;-)

il solito anonimo, quello del secondo commento.

p.s. palestra. tu cliente e con un'awareness pari a quella di mia nonna, avresti approvato un annuncio senza riferimenti per recuperarti?
utente anonimo

#2   29 Marzo 2008 - 02:15
 
Io sono quello del primo commento e mi firmerò Rolando da qui in avanti.

Qui c'è una differenza sostanziale rispetto alla palestra. Se questo è un fake nessuno lo potrà mai sapere poichè trattasi di vetrofanie (mi raccomando NO adesivi) e quindi volendo basta metterne una 50ina e la campagna di fatto esiste.

Penso sia in inglese per l'iscrizione a qualche premio, è sempre buona norma tradurla integralmente, a maggior raggione in casi come questi quando basta fare una vetrofania ad hoc in inglese.

utente anonimo

#3   29 Marzo 2008 - 06:43
 
Scusa tanto rolando,
sono orlando (l'altro anonimo).

Non so tu, ma io ho un'altra idea di campagna. Una cinquantina di elettrostatici (mi raccomando, NO adesivi... mah) sparpagliati per la città per guadagnare l'attenzione dei blogger e di qualche giurato a cannes, non fanno una campagna di comunicazione.

Ma forse la deriva di questo mestiere è anche in questi avvitamenti creativi, in cui si fanno le cose solo per noi pubblicitari, per premiarcele, per pubblicarcele, per commentarcele, fottendocene allegramente dei nostri pubblici.

Con buona pace di mcluhan, perché il mezzo resta pur sempre il messaggio, ma ci siamo fumati il destinatario.

E in alcuni casi (fake) anche il mittente.

Ciao.

Orlando.
utente anonimo

#4   29 Marzo 2008 - 12:07
 
Penso che con 50 elettrostatici (numero detto a caso perchè di quelli se ne fanno un migliaio con poco) comunichi almeno a 50 persone. Perchè non è comunicazione?

I volantini fuori dalle scuole non sono comunicazione?


Esistono pluripremiate campagne di direct mail, a quante persone pensi che arrivino, se non a quel centinaio di top client?

Io sono per i semi-fake quando in qualche modo arrivino a qualcuno nella loro forma prestabilita, quindi non in photoshop.

Ho specificato NO adesivi giusto per il fatto che vanno messi su un'auto e un adesivo sull'auto fa incacchiare il proprietario.



utente anonimo

#5   29 Marzo 2008 - 15:59
 
Buon fine settimana da Maria
utente anonimo

#6   29 Marzo 2008 - 20:50
 
tutto chiaro adesso,
i volantini fuori dalle scuole sono comunicazione e i foglietti sulle macchine anche. non adesivi, grazie per il consiglio, che fanno arrabbiare i proprietari.

e tutto questo viene paragonato a 100 direct mail a top client... personalizzati, autorizzati, con tanto di liberatoria e pure belli...

non mi stupisce davvero che le persone abbiano cominciato a rigettare la pubblicità, il punto di partenza di colleghi (?) come te è davvero mortificante.

buon fine settimana.

utente anonimo

#7   30 Marzo 2008 - 18:37
 
Mamma mia come sei pignolo.

Sono partito dal fatto che per te 50 pezzi non sono comunicazione mentre invece lo sono per me. se chiederai a quelle 50 persone conosceranno l'assicuratore, poi magari butteranno l'adesivo oppure diranno a quello accanto o alla famiglia a cena: "guarda cosa mi hanno messo sulla macchina", oppure lo getteranno a terra dove un marmocchio lo raccoglierà per mettercelo nel naso di uno dei politici in campagna elettorale.

Ebbene si, io la ritengo comunicazione.

il discorso era per dirti che secondo me non importa a quante persone arrivi, l'importante che sia una bella idea (punto di vista da creativo, se poi tu sei account mi scuso). Secondo il tuo ragioamento parlando solo di direct mail, il catalogo dell'esselunga è più comunicazione di un direct che va a 50 top client.

Il discorso era per dirti che se fai un'idea come un adesivo che il cliente non finanzia ma approva e che tu agenzia te ne sbatti e lo fai girare ugualmente (realmente, non come immagine di photoshop) quello non lo definirei un vero e proprio fake, perchè comunque in qualche modo comunica.

Spero di essere stato chiaro, però se vuoi puoi, come hai fatto prima, prendere pezzi di frasi a caso e metterli insieme in un discorso che ti fa comodo per rispondermi e darti una soddisfazione personale.

Ciao

Rolando
utente anonimo

#8   30 Marzo 2008 - 19:30
 
Sì rolando. Certo rolando.

L'assicuratore. La famigliola a cena, il passaparola a cena e il catalogo dell'esselunga.

Appunto.

Continua a scrivere le caption per i regalini o a inventarti un altro splash per l'anno prossimo. Noi si prova a fare comunicazione e a migliorare un po' questo mestiere.

Che ti assicuro non ha più bisogno di fake, semi-fake e saputelli.

Buon tutto.
utente anonimo

#9   30 Marzo 2008 - 22:18
 
Tutto è comunicazione, tutto trasmette un messaggio anche se il destinatario è uno solo (o 50). E non è di certo la scoperta dell'anno.

Però Rolando, imho il posizionare 50 adesivi su altrettante auto non ne fa una campagna. Mi spiego: dipende come sempre dagli obiettivi di comunicazione e non dal numero di destinatari - ok direct a 50 top clients, ok buzz 50 influentials - ma 50 adesivi elettrostatici (un numero a caso) posizionati con l'obiettivo di inviare le foto ai blog NON è una campagna. E se di campagna vogliamo parlare - in quanto la strategia sarebbe quella di fingere di aver fatto una campagna (cattiva interpretzione del concetto di fake) - in quel caso dovremmo ammettere che il "mestiere" forse non lo sappiamo fare.
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#10   30 Marzo 2008 - 22:27
 
ah una precisazione:
tecnicamente questi supporti sono comunque adesivi, in particolare "adesivi in materiale speciale" (in questo caso l'adesione avviene grazie ad un campo magnetico e non tramite colla)

p.s. la discussione è piacevole e ricreativa (se non altro per i nomi di fantasia che vi siete dati ;)
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#11   31 Marzo 2008 - 10:03
 
le idee, oltre a essere "belle", devono funzionare

"what a pity" lo capisce un 10% degli italiani
se gli adesivi sono stati 50, la redemption è 5...speriamo che fossero tutti in target ;)

ps: sono d'accordo con orlando sul discorso sull'autoreferenzialità
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#12   01 Aprile 2008 - 11:24
 



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#13   01 Aprile 2008 - 21:38
 
"mira il dito" mi piace, potrei farci una campagna per il mio debutto in Coppa dei Marpioni. O anche un inno da far cantare ai miei supporters ogni volta che il mio indice entra in azione. :)
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#14   01 Aprile 2008 - 22:12
 
@LoZarathustra
hai perso le parole? eppure ce le avevi qua un attimo fa... (scusate, delirio :P )

@KTTB
basta che mi citi come copy nei credits ;)
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#15   02 Aprile 2008 - 12:22
 
veramente avevo messo una foto di Rolando - Aldo Baglio, ma non l'ha presa...ancora non ci capisco una mazza di questo html :(
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#16   02 Aprile 2008 - 15:02
 
ti cito dove e quando vuoi ;)
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#17   03 Aprile 2008 - 17:43
 
Ciao, scusate se mi intromette con discorsi di spionaggio, ma lavoro in una assicurazione concorrente a Zuritel e, per farmi bella, mi interesserebbe sapere dove e quando la campagna (o come la volete chiamare) è avvenuta.
Erano davvero solo pochi pezzi?
Grazie
Qualcuno lo sa?
utente anonimo

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