Ancora sulla violenza.
Quella violenza, non fisica, ma che lascia conseguenze invisibili, apparentemente.
Il messaggio: bring the problem to the light of day.
In una pagina stampa che rivela qualcosa di nascosto alla luce del sole.
L'associazione è Zenska soba.
Un nuovo punto vendita Ikea. Un nuovo profilo su Facebook, quello dello store Manager (Gordon Gustavsson). Le foto del catalogo come media. Le tag come strumento chiave di passaparola.
Un'idea geniale:
taggati per primo, con il tuo nome, su un oggetto contenuto nelle foto, e lo vinci.
Così le immagini dei prodotti si sono autoreplicate su Facebook. Con tanto divertimento e stima, attraverso i feed, i link e i profili personali....
Insomma, il virale su faccialibro nella sua migliore espressione.
L'agenzia è Forsman & Bodenfors.
Lo conosciamo tutti, è da manuale. E quando si avvicina il Natale, ogni anno inizia a farsi sentire. Non solo perché nascono ogni anno svariati cloni ed emuli del progetto, ma anche perché lui stesso si rinnova e continua a generare buzz.
E' lui, il mito, il Dio del Natale virale: il fenomeno ElfYourself - powered by OfficeMax.
Probabilmente perché negli anni l'interesse nei confronti del sito è scemato (ma ricordiamo che gli utenti si rigenerano!), probabilmente per seguire una tendenza di comunicazione (quella dei flashmob), e ancora molto probabilmente per incrementare il passaparola (che, certo, non fa mai male) questo Natale gli Elfi di ElfYourself lo vivono diversamente da quelli precedenti. Guardate cosa è successo in Union Square a New York lo scorso 3 novembre...
Avete mai visto delle incursioni della polizia su MSN o Youtube? Ecco a voi due pianificazioni disruptive nel mirino degli sbirri per il lancio della nuova serie di Braquo su Canal+.
Il 25 novembre ricorrerà la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Un giorno importante per ricordare e attirare l'attenzione su un problema della nostra società, spesso troppo sottovalutato, troppo nascosto, o in genere invisibile agli occhi di chi preferisce vedere di meglio.
Voglio dare il mio contributo, pubblicando una campagna di comunicazione che è l'emblema di quello che succede nella nostra società ancora oggi.
Un anno fa questa pubblicità non ha avuto voce.
Censurata, a causa dell'ipocrisia che governa l'ambiente pubblicitario. Un'altra violenza sulle donne.
Ma fortunatamente il web parla e l'immagine ha avuto comunque copertura.
Poi, pensate ad un caso opposto. A dire il vero si tratta di un ambito sociale molto più ampio, ma comunque di un caso che si è basato sulla diffusione di immagini della violenza più estrema su una donna. Un caso che ha ha fatto il giro del mondo grazie a YouTube e il passaparola di Twitter, Friendfeed, Facebook e centinaia di blog. Qualcuno ha cliccato su hide, nascondi. Ma ne ha parlato. E tutto è nato da un video girato con un cellulare e poi finito su YouTube. Un fenomeno che potremmo volgarmente definire virale (qui ne trovate un buon riassunto).
Mi riferisco a Neda.
Perché unisco questi due casi? Perché ci insegnano che proprio ciò che viene solitamente allontanato dalla vista, nascosto perché fastidioso, può dare un grande contributo nella sensibilizzazione delle persone sul tema. Grazie al web sociale, alla conversazione, alla voglia di discuterne. Grazie alla rottura di una convenzione: mostare quello che altrimenti verrebbe nascosto, e farne oggetto di passaparola.
Insomma un memo sull'importanza del passaparola per chi come noi, è spesso davanti al parto di campagne sociali. Per incoraggiare ad agire. In questo caso, per comunicare alle donne di non arrendersi.
Vi lascio con qualche altra immagine che abbiamo visto circolare negli ultimi tempi. Diversi modi per sensibilizzare sulla violenza sulle donne. E un video virale di qualche tempo fa che è rimasto nella mia memoria.